
C'è qualcosa che mi lega indissolubilmente a questa città. Non so cosa sia, non so perchè la amo così tanto. Sarà colpa dei film e dei telefilm, dove Parigi è qualcosa che ti cambia la vita. Prendete Dawson's Creek. Joey non va a Parigi per stare con Dawson. In Beverly Hills Brenda va a Parigi e Dylan la tradisce. In Friends Rachael quasi va a Parigi, ma resta a New York per stare con Ross. E in Sex and the city Carrie va a Parigi con Petrovsky, ma Big la riporta a casa. Tutte queste donne rinunciano a Parigi per un uomo. Io non lo farei mai. Se sul piatto ci fossero un uomo che non so nemmeno se è quello giusto anche se lo amo tanto, e una vita a Parigi... beh io sceglierei senza ombra di dubbio la vita a Parigi. Parigi non ti tradisce, non ti lascia, non ti insulta. Parigi ti avvolge e ti abbraccia. C'è un'atmosfera particolare, indescrivibile.
La prima volta che sono stata a Parigi è stato 4 anni fa, a fine aprile del 2003. Sono andata via per una settimana con i miei genitori e mia sorella. Mio padre ha il terrore degli aerei, e così abbiamo fatto un lungo viaggio in macchina, fermandoci a Nizza, Lione e Marsiglia. Inutile dirvi quanto è bella la Francia. Autostrade enormi, campi immensi di fiori gialli, centrali nucleari e poche centinaia di metri più avanti centrali eoliche. E arrivare a Parigi in macchina... Le strade incasinate, la periferia decadente, e vedere la Tour Eiffel per la prima volta è qualcosa di fantastico. Giravo per Rue Rivoli, a pochi passi dal nostro albergo (eravamo a Les Halles), incantata, ero in una specie di trance. Avevo gli occhi sbarrati e mi guardavo continuamente intorno, come se avessi visto per la prima volta il mondo.
Non siamo rimasti molti giorni, solo tre, di cui uno a Disneyland. La sera del secondo giorno siamo andati sulla Tour Eiffel, che di sera è molto meno affollata. Mentre i miei ammiravano il panorama io sono andata con mia sorella al bar per prendere da bere. E lì è successo l'inaspettato... dicono tutti che Parigi è la città dell'amore, ma se hai 19 anni e sei single non ci credi molto. E invece... il barista era bellissimo... probabilmente un immigrato, tunisino o qualcosa del genere. Di certo non era il mio tipo. Eppure... quei suoi occhi neri e quelle labbra carnose mi hanno completamente stregata e mi sono ritrovata a balbettare chissà cosa. Lui è rimasto altrettanto colpito da me. Sono uscita ma poi ho deciso di tornare indietro. Si chiamava Amir. Abbiamo parlato a stento, lui non sapeva bene l'inglese e io non sapevo bene il francese, ma chissà perchè ci siamo capiti. Ci guardavamo in un modo... Gli ho dato il mio numero di telefono, e sono andata via. Non mi ha mai chiamata. Ma non mi importa. E' stato bello così, è stato qualcosa di unico, che solo a Parigi, sulla Tour Eiffel può succederti.
Il giorno dopo mi sono svegliata presto, mi aspettava un'intera giornata in solitudine, solo io e la città. Con 20 euro in tasca sono partita alla scoperta di Parigi. Sarei potuta tornare sulla Tour Eiffel e cercare Amir. Ma ho pensato che non ne valesse la pena. Volevo conservare così questo ricordo. E poi avevo poche ore e mille cose da vedere. Sono stata al musèe d'Orsay, a Montmartre, al Cafè des deux Moulins. Ero sola con la città e non mi importava del resto del mondo.
Quando siamo andati via, il giorno dopo, ho lasciato un pezzo di me in quella splendida città. E ho promesso a me stessa che un giorno ci sarei ritornata, perchè avevo troppe altre cose da vedere. Sognavo di tornarci in viaggio di nozze, o di andarci a vivere. E poi, quattro anni dopo...