Doveva essere un weekend bellissimo. Io e due mie amiche dovevamo festeggiare il compleanno, insieme a tutte le altre, al Rockplanet. Un posto assurdo, con una meravigliosa sala brit pop rigororsamente vuota dove ti mettono gli Oasis quando vuoi, che tanto ballate solo tu e la tua amica, e dove ti fanno i cocktail a 1 euro e 50. La serata è stata bella, ho ballato, ho bevuto, ero con le mie amiche, le ho baciate praticamente tutte, ero davvero felice. Il viaggio è stato interminabile, senza aria condizionata, ma mi sono divertita, anche se ero esausta. Ho aperto una bottiglia di birra con le chiavi, distruggendomi due dita, ho camminato nei bagni allagati, ho fatto finta di essere la morosa di una mia amica per non farci importunare. E' stata una serata strana, che ha raggiunto il culmine all'alba, quando ci hanno cacciati fuori dal locale. Mi si è presentato un tizio carino. "Mi chiamo Filippo". L'impulso è stato quello di tirargli un calcio nelle palle e scappare. Ma ero troppo ubriaca. Penso di avergli farfugliato qualcosa tipo "nooo tu non puoi chiamarti Filippo, ne ho avuti due e mi hanno uccisa, noooooooooooo". Non so come cinque minuti dopo mi sono ritrovata a baciarlo. Ci siamo scambiati il numero, ma cristo santo, lui è di inculonia, che senso ha??? Mi ha anche mandato un messaggio oggi, è stato carino, io avevo bisogno di affetto, e lui è stato davvero dolce. Vuole rivedermi ma... Abita a più di un'ora di autostrada da me!!! No no. E poi si chiama Filippo. Ed è sagittario. No no.
Verso le 5.30 siamo andate a dormire in macchina. Io ho guidato fino al mare, era vicino, ma mi è sembrato davvero molto lontano. Sono andati tutti in spiaggia, ma io sono rimasta con una mia amica che stava male. Ho un rapporto particolare con lei. Ormai viviamo in simbiosi. Ho dovuto farmi passare la sbronza per poterla aiutare. E' stata male, io volevo cercare di dormire, perchè dovevo guidare, ma non ce la facevo, passava un sacco di gente per strada. Mi sono spostata non so quante volte, in non so quanti parcheggi, cercando la pace e l'ombra. Ho fatto per lei quello che non pensavo avrei mai fatto per qualcuno, come pulirle il vomito di dosso. Ho dormito per modo di dire, ero sempre all'erta, per aprirle la portiera quando le veniva da vomitare e per controllare che respirasse ancora. In tutto questo non mi sono resa conto che stavo male anch'io. Dopo cinque ore che continuavo ad abbioccarmi e a svegliarmi, sono andata in un bar e ho battezzato il loro povero bagno. Era uno di quei bagni dove devi chiedere la chiave. Mi chiedo cos'abbiano pensato di una pazza vestita in modo assurdo con due occhiaie da panda che rimane nel cesso per mezz'ora. Verso le 10.30 non ce l'ho più fatta, e mi sono messa in viaggio verso casa. Non so nemmeno io come ho fatto, praticamente non avevo dormito, ero ancora mezza ubriaca, stavo malissimo, c'era un caldo assurdo e due ore di autostrada, con anche della fila per un incidente, senza aria condizionata in una macchina blu scuro col sole a picco, non li auguro a nessuno. Ovviamente mi è venuto un sonno assurdo, avrei voluto fermarmi ma quel tratto di autostrada, all'altezza di Bologna, è costeggiato dalla tangenziale, e non ci si può fermare da nessuna parte. Ho fatto davvero fatica a tenere gli occhi aperti e ho avuto davvero paura. Appena ho trovato un autogrill mi sono fermata, ho fatto colazione e mi sono ripresa.
Doveva essere un weekend indimenticabile, e lo è stato.